ANDREAS McMULLER

 

Atelier: via P.Pasolini, 8

42023 Cadelbosco di Sopra (RE) Italia

Telefono 24/7:  +39  (0)522 152 0003

Mail: compilare il modulo nei Contatti

 

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Andreas McMuller 

al secolo Andrea Centrone

Nato a Verona nel Dicembre1966

 

Prima foto scattata: 1972 con la Rolleiflex di famiglia.

Da bambino ricevette gli imprint che tutt'ora lo caratterizzano: l'orgogliosa precisione della nonna austriaca, la gioviale allegria della vita pugliese, la creatività della madre veronese e la capacità di cogliere il bello in ogni dove, tipica della zia altoatesina che lo formò col suo dolcissimo esempio.

 

Prima foto seria scattata: 1991 con Nikon F3 ereditata

Sebbene "costretto" a fotografare le cerimonie di amici e parenti, (e per cataloghi, guide e siti delle aziende per le quali ha lavorato), McMuller ha scattato principalmente per diletto fino a tutto il 2011.

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Prima foto artistica scattata: Maggio 2012. 

Alla mostra genovese "Da Gauguin a van Gogh", Andreas rimane folgorato da un quadro fuori tema (ma originale) di Monet, che gli palesa quanto una immagine ben fatta possa colpire emotivamente l'animo umano. Questo episodio alza vertiginosamente l'asticella per McMuller e causa tanto l'insoddisfazione per gli scatti finora realizzati quanto l’avvio del suo percorso artistico.

È un viaggio perpetuo che Andreas percorre con la gioiosa, sconfinata curiosità del suo bambino interiore e con la sistematica dedizione dell’adulto, ma soprattutto è un viaggio fatto di studio, di ricerca e di sperimentazione, a seguito del quale ha realizzato opere di rilievo artistico e tecnico sempre crescente, il cui valore trova riconoscimento nei premi ricevuti in occasione degli eventi d’Arte nazionali e internazionali ai quali viene ora invitato.​

CURRICULUM ARTISTICO (Eventi salienti)

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2018 Aprile

Il quadro "Curve" viene premiato col Golden Palm of Visual Arts 

 

Il quadro Curve, in virtù di rappresentante del progetto McBlack,  riceve a Nizza il Golden Palm of Visual Arts.

Realizzato da uno scatto del 2016 ad una splendia modella toscana , è prodotto in tiratura limitata nella modalità Museum (ossia alla massima qualità oggi possibile), nelle dimensioni 70x100cm. 

 

 

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2018 Aprile

Josè Van Roy Dalì consegna a McMuller il Premio Van Gogh

 

Nella splendida cornice della sala consiliare del Comune di Monreale, all’interno del Complesso Monumentale Guglielmo II, il figlio di Salvador Dalì ha consegnato ad Andreas il premio Van Gogh e l’Attestato di Merito Artistico che riposta la seguente motivazione: “All’Artista Andreas McMuller, capace di regalarci autentici attimi di poesia.”

L’organizzazione che ha curato ed organizzato la mostra fra le cui opere sono state scelte quelle premiate, ha specificamente fatto richiesta del quadro “Pensieri”; nella foto a destra McMuller con Dalì.

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2018 Marzo

 

Partecipa al contest Artavita

 

che si conclude con il ricevimento del Certificato di Eccellenza in quanto finalista: Dear Andreas, We would like to thank you for participating in Artavita’s 26th Online Art Contest and I want to inform you about the results. 682 artists took part, and judging was extremely difficult, because so many noteworthy works were entered. […]You were one of the 50 runners-up, shortlisted for winning.  I attach here your certificate, and I offer you my congratulations! Best regards, Thomas Tunberg Director Artavita

 

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2018 Marzo

Andreas McMuller partecipa al contest FIIPA – FIOF Awards 2018

Il Fondo Internazionale per la Fotografia gli conferisce la Menzione d’Onore nella categoria “Nudi” per le opere del progetto McBlack e McWhite

2018 Marzo

McMuller viene invitato alla Fiera Internazionale dell’Arte di Venezia e vi partecipa inaugurando la nuova serie di quadri “Museum”

A partire da questo evento, Andreas ha stabilito per le sue opere di riferimento il nuovo standard “Museum” il quale prevede: una costosissima ma eccezionale stampa su carta cotone Hahnemühle (dal nero spettacolare e profondissimo ma molto, molto delicata), una cornice universale in legno verniciato a tema ed il nuovo vetro acrilico museale: anti-UV, anti-elettrostaticità e soprattutto antiriflesso.

La particolarità di questo materiale è che il “vetro” c’è ma non si vede e l’opera così realizzata può mostrarsi in tutto il suo splendore, nel fulgore dei suoi neri profondissimi e nel contempo ben protetti. Le opere scelte dalla curatrice sono, manco a dirlo, “Sinuosa” e “Pensieri”, certificate per l’occasione dal portale Patamu (diretto concorrente della Siae).

Nell’evento McMuller ha ricevuto dalle mani della dr.ssa Serena Carlino il Premio internazionale dei Dogi per la sapiente interpretazione dell’Arte con la motivazione: “La sua creatività, connubio perfetto di armonia e luce, possiede l’abilità di catturare la sensibilità dell’anima.” Durante l’evento, dette opere sono state selezionate nientemeno che dal critico Marco Rebuzzi, conservatore del Museo Diocesano G. Gonzaga di Mantova, per un’importante mostra da tenersi nel 2018 nelle sale espositive del Museo.

 

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2018 Febbraio

Il pittore e Critico d’Arte Franco Bulfarini, a seguito di una sua attenta analisi di McMuller e delle opere disponibili, ha rilasciato la seguente critica (completa nel sito e su PitturiAmo.it)  

  

Andreas McMuller - Se lo sguardo sulla realtà genera emozioni  

[...] McMuller, con la sua macchina fotografica, squarcia il velo di Maya, per penetrare nella realtà altra, della sorgente fonte di vita, che come dice il noto filosofo Jung: "ci ha calati su questa terra, come semi per germogliare la nostra essenza". [...]Eccolo il fotografo artistico che cerca le forme del visibile per definirne il lato nascosto, il significante. Ogni foto decanta ragioni profonde, pensieri sottostanti, la realtà nella sua essenza di bellezza, oltre nebbie ed ombre, per dissotterrare emozioni, per percorrere la via della luce.

[...] Se il dato naturalistico indubbiamente è importante per Andreas, poi mi appaiono gli scatti di una delle sue gallerie virtuali: la galleria McWhite,  e qui trovo immagini straordinarie di nudi femminili, come Candore (Torino - Febbraio 2017 - Nikon D800), Colline (Milano - Luglio 2017 - Nikon D800), Triangolazioni (Torino - Febbraio 2017 - Nikon D800). Sono scatti che conferiscono alle immagini purezza e candore; come sculture del Canova, hanno un fascino unico che è qualità.

Andreas si reinventa di continuo, come solo può fare un virtuoso. Le macchine fotografiche non gli nascondono nulla, le usa come il pittore i pennelli con sicurezza e maestria rara, egli è fotografo da oltre trenta anni, dal 1996 realizza saltuariamente servizi per aziende e dal 2012 foto d'arte, esposte in mostre e gallerie in tutt'ltalia.  

[...] Lo sguardo dell'artista va oltre la mera rappresentazione, che tutti possono fare a loro modo, egli riesce ad ottenere una misura interiorizzata delle immagini, che supera la parvenza per decantare la sostanza, quella realtà diversa ed alterata che ognuno possiede, ma che non tutti riescono ad esprimere a percepire a pieno, e tan­tomeno a condividere.

La realtà è sempre bivalente: dato di superficie e dato interiore, elemento oggettivo e riferimento soggettivo, il cui congiungersi produce una nuova realtà, che non ci era dato di conoscere e che artisti talentuosi come Andreas McMuller possono cogliere e trasmettere. 

 

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2018 Gennaio

Due opere accedono alla Collezione Sgarbi.

Il 2018 si apre all’insegna di due specifici scatti: “Sinuosa” e “Pensieri” i quali, nei primi mesi dell’anno, hanno fatto incetta di successi, a partire dall’ingresso nella prestigiosa Collezione Sgarbi.

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2017 Ottobre

Fornisce il progetto grafico e le foto per il libro di Giuseppe Greco: “I miei sonetti”. Vi pubblica scatti di Roma: il Colosseo in copertina, er Palazzaccio, il Tevere, Castel Sant'Angelo, S.Pietro, etc.

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2017 Settembre

Mostra personale 

“La Vita Vince Sempre”  Hotel Dino, Baveno

In occasione dell’assemblea annuale della associazione S.I.S.T.E., Società Italiana di scienze applicate alle piante officinali ed ai prodotti per la salute, McMuller espone 25 stampe litografiche tratte dalle serie: “Natura” e “La Vita Vince Sempre”

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La stampa delle litografie di McMuller avviene su una stupenda carta effetto stucco, con inchiostri atossici resistenti al tempo e garantiti non meno di 10 anni.

Erano esposti in mostra con il passepartout fronte e retro con attaccaglia centrale.

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2017 Febbraio

Fiera dell’arte ARTEFIERA Genova

Presso lo stand della Galleria d’Arte Satura, ha partecipato con 3 quadri del Progetto “McBlack”

Il soggetto è sicuramente d’appeal, ma resta grande la soddisfazione per le tante persone che si fermavano a guardare i tre McBlack, mentre nello stand di fronte c’erano opere da 100.000 euro.

 

McMuller espone in questa fiera una novità sostanziale, primo fra i fotografi italiani: la foto anticata. Un particolare procedimento del laboratorio di Milano che gli effettua le stampe invecchia la tela e fa crepare in poco tempo il supporto dell’inchiostro, ottenendo un effetto molto simile alla vernice dei dipinti d’epoca.

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2016 Novembre

SATURA Art Gallery - Genova

Mostra personale “Inevitabili Rinascite”

Esposizione di 19 quadri tratto dalle serie: “Città Perdute” e “La Vita Vince Sempre”

 

Recensione del Critico Andrea Rossetti:

Lo sguardo asciutto verso una vita inquadrata alla base, trattata come espressione di natura alleggerita dagli eccessi architettonico-funzionali e sovrastrutturali che l’uomo le ha sistemato attorno.

Formalmente sgravata anche dall’uomo stesso, di una presenza tanto ingombrante che negli scatti di Andreas McMuller è categorizzata sull’essere “evanescenza implicita”, altra cosa rispetto al valore fotografico che detengono tutti quei sub-prodotti generati dall’attestazione della sua civiltà.

Nel suo linguaggio visivo McMuller ricostituisce così unitariamente i pezzi di un dibattito mai sopito tra l’essenzialità di un progresso manifesto e la natura, colei che difende la sua vitalità presentando il conto della propria esistenza in modo persistente, attiva, pervicace. Un compito antipatico sotto certi aspetti, ma anche espressivamente carico di soddisfazioni per il nostro fotografo.

Dopotutto è McMuller a certificare che La Vita vince sempre, serie orbitante attorno a un gesto fotografico in nessun modo invasivo sul fronte dell’immagine; dove l’obiettivo è specchio della sua concretezza e non cade quindi nel mood sensazionalistico-coercitivo di un qualunquismo poetico, in quanto deciso si sofferma a priori sugli aspetti potenzialmente contemplativi dello scatto. Ciò nonostante il fotografo sceglie in particolar modo risultati ampiamente comprensibili dal punto di vista narrativo, unici nel dare versione in tempo reale in cui l’etica dell’imparzialità non pesa, poiché il punto di vista sui fatti va oltre la stessa macchina fotografica.

Fenomenologia della speranza, della reale necessità di un futuro già manifesto nella partita tra un papavero e una prescindibile pavimentazione in cemento. In piedi in quel suolo, fermo in mezzo al traffico, McMuller gioisce mentre sancisce un eloquente Vita-Cemento 1-0, col suo rosso su grigio, una luce abbacinante e l’incuria visibilmente generalizzata.

Ovvero tutto ciò che costituisce senso in un fermo immagine di “stranamente ordinaria urbanità”. 

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2016 Autunno

Contest 2016 della rinomata Agenzia Fotografica MAGNUM

Recensione di Lens Culture

Andreas, ti ringrazio molto per aver condiviso il tuo lavoro. 

[...] Negli scatti che hai inviato ci sono delle immagini molto valide.

Il tuo lavoro complessivamente funziona bene, sono molto attratto dal contrasto delle tue composizioni, nello specifico dal posizionamento del soggetto e dalla profondità (scala del soggetto).

Una delle caratteristiche forti delle tue immagini è l'uso prominente delle linee e degli angoli.

In ''il Ragazzo e la Montagna” e in ''Walking Shadow'' posizioni il soggetto nella parte esterna della cornice, ciò ti permette di riempire il resto della cornice con dettagli molto precisi. Anche le immagini seguenti presentano prospettive aree molto intense che enfatizzano la profondità spaziale implicita nella foto. ​

Inoltre sono molto incuriosito dalla tonalità generale in ''Dark Survivor'' e ''Green Scout''.

''Green Scout'' è particolarmente bella, sembra quasi che sia una foto monocromatica, infatti ho dovuto guardare molto attentamente e molto da vicino l'immagine per cogliere gli elementi di colore blu e verde.

In immagini come queste sento che il fotografo sta utilizzando volutamente e consapevolmente i colori come elemento di design. Sembra che tu stia mettendo in mostra come solo con un piccolo tocco di colore si possa creare un grande impatto nella fotografia. 

Anche ''Stair to the Moon'' è altrettanto interessante come immagine per quanto riguarda il corrimano e gli angoli della scala, e ancora una volta hai utilizzato solo pochi elementi di colore. [...] 

Mi sono divertito a guardare il tuo lavoro e l'ho apprezzato molto, spero di vederne ancora in futuro.

 

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Anche ''Stair to the Moon'' è altrettanto interessante come immagine per quanto riguarda il corrimano e gli angoli della scala, e ancora una volta hai utilizzato solo pochi elementi di colore. [...] 

Mi sono divertito a guardare il tuo lavoro e l'ho apprezzato molto, spero di vederne ancora in futuro.

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2016 Luglio

Satura Art Gallery - Contest “Satura International”

Partecipa con il quadro: “50 sfumature di Rosso”

Artista premiato

 

2015 Settembre

Satura Art Gallery - Contest “SaturArte”

Partecipa con il quadro:  “Il Ragazzo e la Montagna”

Artista segnalato

 

Il Direttore Artistico Mario Napoli:

"Goethe diceva che i monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi. Così McMuller coglie l'ineffabile solitudine che si prova di fronte alla grandezza della Natura.
Dal punto di vista compositivo, si sfiora il lirismo della pittura con le sagome delle vette che si delineano all'orizzonte, di un grigio più chiaro, poetico. Lo sfasamento dell'asse compositivo a sinistra sposta lo sguardo dello spettatore che è insieme partecipe e artefice dell'esperienza del ragazzo. Le linee delle rocce scrivono un alfabeto primordiale che ha a che fare con l'intima percezione dei propri limiti. In un certo senso anche l'immagine della donna di spalle trasmette l'idea di spiare una sfera privata, ma qui l'impostazione è radicalmente diversa: è come se lei sapesse di essere guardata e si concedesse lasciando cadere quasi accidentalmente la stoffa. Un tessuto rosso, ad indicare la passione, la seduzione, la forza violenta del sentimento con un accento sull’impatto visivo. In entrambi i casi si tratta di una formazione personale dell'identità, anche se il rapporto da uno a infinito, che si presenta nel primo scatto, si ribalta nel secondo in cui la forma compositiva sembra profondamente diversa: dall'asperità dell'ambiente alla morbida sensualità del corpo abbracciato, e quindi offerto."
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Luglio 2015

Pubblica foto e articolo sul quotidiano "Il Giornale di Taranto".

 

In ferie al mare con la famiglia in quel di Torre Colimena, McMuller s'è trovato la strada bloccata da un incendio e con allegra faccia tosta si è spacciato per giornalista, riuscendo a superare il cordone di sicurezza ed a scattare le foto che il quodidiano locale ha poi pubblicato senza por tempo in mezzo, assieme all'articolo proposto da Andreas. 

L'unica remora è che il caporedattore non ha saputo trattenersi ed ha cambiato il titolo, dall'originale "Pericolo scampato grazie alla perizia dei Vigili del Fuoco" ad un più usuale terrorismo giornalistico con "Paura tra la gente". 

Vabbè ...resta la soddisfazione che le foto siano state pubblicate senza batter ciglio. 

 

 

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2014 Settembre

Collettiva editoriale “Visioni contemporanee”

Partecipa con quadro tratto da foto singola: “Foglie d’inverno”

 

Il Direttore Artistico Arpinè Sevagian:

"Attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, Andreas McMuller ci conduce in un mondo fatto di delicata poesia dove la natura nei suoi aspetti formali diventa lo spunto di riflessione sul mistero che l’avvolge."

 

1°: 2014 Marzo

Galleria Elle TV – Mostra Collettiva “Storie e Distorsioni”

Partecipa con venti quadri tratti da altrettante foto singole e un collage

 

Il Critico d’Arte Siro Perin (dopo aver studiato l’intero portfolio):

Andreas McMuller intende l'arte come espressioni di emozioni che notoriamente non riusciamo a cogliere e perciò la funzionalità dell'arte è dunque la capacità di saper ritrovare queste emozioni per influenzare non solo lo sguardo ma soprattutto la psiche dello spettatore; il suo soggetto ideale è dunque la vita perché è piena di emozioni da scoprire.

Ecco che la fotografia impostata sulla riproduzione di paesaggi, talvolta da‎l piglio simbolico, si ammonta di altri valori quali appunto il riesumo delle cose perdute. Infatti, come afferma egli stesso, le sue foto sono la rappresentazione di una caccia al bello, anche nelle piccole cose della vita quotidiana ed inutile le quali possono, se recuperate attraverso l'interventazione artistica, offrire emozioni e perciò rivivere.

 
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